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Siamo Jazz (quello tigrato) e Gigi (quello bianco): due gatti molto, molto speciali... almeno secondo noi! ;-)

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calendario, gatti, ottobre 2006

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martedì, 13 marzo 2007

Scatti a 4 zampe

Hello! Ci siete? Dormite? Tutti a leggere qui, perché ho un annuncio! "Dalla parte del cane", sezione "Help Animali", ha indetto il suo primo concorso fotografico. Foto di gatti e/o cani, ovviamente.
Per partecipare basta versare una piccolissima quota d'iscrizione, e così aiutare tanti miao e bau che ne hanno bisogno. In particolare il canile di Naturno (Plaus - Bz)e il gattile di Albenga (SV).

Perciò, maniaci della fotografia e gattofili/cinofili tutti, scattate... ehm... cliccate sul link sottostante per trovare tutte le informazioni :-)

http://www.dallapartedelcane.com/.

Buone foto ;-)

PS: Se poi vi sembra che i gatti del manifesto ci somiglino è perché... siamo proprio io e Gigi! ;-)

Jazz&Gigi =^..^=

graffiato da: gigiejazz alle ore marzo 13, 2007 12:35 | link | commenti (2)
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giovedì, 08 marzo 2007

Ma che scemi siamo!

Siamo veramente scemotti. Oltre che drogati (drogatti?!?) di web! Perché infatti, ci chiediamo, mettere in piedi tutti questi blog, così tanto per vedere come funzionano, quando poi non riusciamo a seguirli tutti? Epperò chiudere questo ci dispiace, quindi uffa, quanta fatica che ci tocca.
Jazz&Gigi

NELLA FOTO: Gigi, piccolo artista, disegna (cliccarci su per ingrandirla)



graffiato da: gigiejazz alle ore marzo 08, 2007 18:12 | link | commenti (1)
abbiamo miagolato di: pensieri, gatti, deliri, gigi
giovedì, 02 novembre 2006

Gigi fa spettacolo ;-)

graffiato da: gigiejazz alle ore novembre 02, 2006 18:52 | link | commenti (3)
abbiamo miagolato di: diario, animali, gatti, gigi
venerdì, 01 settembre 2006

Tanti auguri, Jazz!



Oggi, 1 settembre 2006, il gatto Jazz compie ufficialmente 4 anni!!!
Tanti auguri per un meraviglioso compleanno, piccino mio. Da me, da Gigi e dallo Zio Bipede!

La tua Umanina
graffiato da: gigiejazz alle ore settembre 01, 2006 14:11 | link | commenti
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martedì, 29 agosto 2006

Questione di unghie

Sì, vabbè, che vicino casa nostra c'è una boutique dell'unghia dov'è possibile farsi ritinteggiare i preziosi artigli o addirittura acquistarne di posticci, ma stavolta io non intendevo parlare delle vostre misere unghiette, ma dei nostri fomidabili strumenti (armi, li definirebbe qualcuno).
Ho trovato questa citazione di Astrid Alauda: "Ho chiamato la mia gatta Rosa... pelliccia soffice come petali e unghie affilate come spine!"
Vero. Le nostre unghie sono aggrazziate e pungenti come poche altre cose al mondo.
Infatti tutti gli umani le notano. C'è gente che addirittura ha una paura forsennata di venir graffiati da noi mici ("Oddio, un gatto! Non è che mi graffia?" come se noi gatti non pensassimo ad altro che a trovare gente da graffiare in giro), altri, come l'Umanina, che ormai ci hanno fatto l'abitudine.
Tanti però continuano a chiedermi (umani! sempre i soliti!):
"Ma perché voi gatti vi fate le unghie sui mobili?"
Che domanda! Noi gatti ci facciamo le unghie. Se poi viviamo in casa e abbiamo solo mobili a disposizione, per forza di cose sceglieremo quelli.
Le risposte standard che sento sono:
a) Per fare dispetti
b) Per affilare le unghie

Sbagliate entrambe! Vedete, umanini, le unghie per noi servono a un po' di cose. Un po' ci occorrono nella caccia (ma i denti e i muscoli lavorano di più). Un po' ad avere una presa migliore sul terreno o ad aiutarci in caso di arrampicata. Un po' tanto, assieme ai morsi, come arma di difesa. E un po' anche per marcare il territorio.
Insomma, il motivo principale per cui noi ci facciamo le unghie sui vostri mobili è che stiamo segnando il territorio. Stiamo dicendo (a un eventuale altro gatto): "Questa è roba mia e guai a chi me la tocca!". Perché graffiando noi non lasciamo solo dei segni visibili, ma anche una traccia olfattiva (che ovviamente voi umani dall'olfatto spento non sentite) grazie alle ghiandole che abbiamo tra le dita i cuscinetti.
In secondo luogo, graffiando materiali "duri" riusciamo a ripulire le nostre preziose unghie dalla parte morta. Il che non vuol dire affilarle, solo fare opera di zampicure. Certe volte ci aiutiamo anche con i denti.
Avete mai trovato, voi che vivete con i gatti, "unghiette" in giro per casa? Bene, questo non vuol dire che abbiamo perso le unghie, ma solo che abbiamo tolto la parte morta.
Alcuni gatti queste "unghiette" le mangiano, per il nostro naturale istinto a far sparire qualunque cosa che possa attirare su di noi l'attenzione dei predatori (lo stesso motivo per cui seppelliamo le feci, ci laviamo a fondo dopo aver mangiato e altre cose schifose che non sto qui a raccontarvi). Io e Gigi non le mangiamo, le lasciamo in giro che tanto poi le trova l'Umanina calpestandole a piedi nudi! :-D

Jazz il Gatto Enciclopedico =^..^=

NELLA FOTO: il piccolo Gigi si fa le unghie sullo zaino dello Zio Bipede

graffiato da: gigiejazz alle ore agosto 29, 2006 15:00 | link | commenti
abbiamo miagolato di: natura, diario, gatti
lunedì, 28 agosto 2006

Esperimenti di alta cucina

Ci spiace dire certe cose dell'umanina, ma in tutta onestà dobbiamo ammettere che lei in cucina è una frana. Il massimo che riesce a combinare (e neanche sempre bene) è il merluzzo bollito per noi gatti. Bene, ieri ne ha combinata una davvero fenomenale.
Dovete sapere che qui, per sopperire alla carenza di spazio, le padelle e i tegami li teniamo nel forno. Avvolte in una bella busta di plastica, come dice Nonna Bipede, per proteggere tali suppellettili dalla polvere.
Ordunque, ieri l'umanina decide: "Per cena si mangia la pizza!"
Non quella fatta da lei, e neppure quella della pizzeria. Molto più banalmente, quella surgelata del supermercato, da scaldare al forno.
Siccome, vi sarete accorti, le strisce a fumetti negli ultimi giorni sono uscite con un po' di ritardo, lei ieri sera era tutta presa dalla loro preparazione e non è che pensasse a molto altro!
Accende il forno per scaldarlo prima di inserirvi le pizze e torna a fumettare.
Pochi minuti dopo arriva lo Zio Bipede: "Dal forno esce una strana puzza! Non è che sta bruciando qualcosa?"
E l'umanina: "Ma no, le pizze sono ancora fuori! E' che il forno è un po' sporco e dev'esserci rimasta qualche briciola dall'ultima cottura!"
Poi il flash.
La corsa fulminea in cucina.
"Porcaccia ç&#@** [parola che non possiamo riportare sul blog, ndJ&G]! Mi sono dimenticata di togliere le padelle!!!!!"
Ed era così. Fumo nero e puzzolente che veniva dal forno, padelle roventi e busta di plastica liquefatta e appiccicata al tutto, in una passabile imitazione di un'opera in stile pop art.
Poveretta, avremmo voluto aiutarla ma lei ci ha chiusi in stanza mentre rimediava al danno. "Non voglio anche gatti al forno, mi bastano le padelle e la busta!", diceva come scusa.
Ora è impegnata a ripulire le padelle (che per fortuna sembrano aver retto) dalla plastica sciolta. Chissà se riuscirà a finire in tempo per prepararci la cena?
Con affetto

Jazz&Gigi Gatti =^..^=

NELLA FOTO: l'oggetto misterioso uscito dal forno. E se lo mandassimo al MOMA?

graffiato da: gigiejazz alle ore agosto 28, 2006 14:09 | link | commenti
abbiamo miagolato di: diario, deliri, esperimenti

Zampette appiccicose

Ogni tanto con l'umanina ci divertiamo a curiosare in rete. Cosa accadrà nei mondi felini lontani dal nostro? Abbiamo scoperto un mucchio di cose curiose riguardo a come se la passano i mici statunitensi.
Laggiù, dopo aver scoperto che i gatti hanno le unghie e che ogni tanto (noi no, eh) se le affilano sui mobili (in realtà non è che ce le affiliamo, ma questo è un altro discorso), qualcuno ha proposto questa faccenda dell'onicectomia, che è una cosa mica bella perché consiste nell'asportazione totale dell'unghia. E non solo dell'unghia, ma di tutte le ultime falangi delle dita. Pare che sia un'operazione molto dolorosa anche sotto anestesia, e infatti qui in Italia è illegale ed è stata messa fuori legge anche in molti stati degli U.S.A.!
Ma molti gatti nordamericani vengono ancora abitualmente privati dei loro artigli, per questo certe ditte si sono lanciate sul mercato con prodotti che servano a salvare capra e cavoli... unghie e mobili, con buona pace di tutti.
Questi prodotti, malauguratamente, risultano (soprattutto per noi) decisamente strampalati. I più famosi sono i Soft Claws (visibili al sito http://www.softclaws.com/). Si tratta di "unghie finte" in vinile morbido, da incollare alle unghie del gatto (ma esiste anche la versione per cani) in modo che il micio possa graffiare a destra e a manca senza lasciare segni. La cosa ridicola è che così il gatto sembra avere le unghie smaltate, visto che Soft Claws è prodotto nei colori più svariati tranne quello naturale delle unghiette!
Poi l'altro giorno abbiamo scoperto anche quest'altro prodotto, Sticky Paws (letteralmente "zampe appiccicose", visibile al sito http://www.stickypaws.com/). Questo è diverso, al gatto non bisogna incollare nulla. In pratica si tratta di strisce di bi-adesivo da applicare a mobili/divani/quantaltro si intende salvare dalle unghiate. Al gatto darà fastidio sentire dell'adesivo sotto le zampe e smetterà di farsi le unghie in luoghi proibiti.
Sì, ma a voi andrebbe davvero di avere la mobilia di casa avvolta nel bi-adesivo??? La mia umanina dice che piuttosto preferisce i graffi! Immaginate di rimanere appiccicati appena vi sedete da qualche parte. O di trasformare il divano in una specie di matassa di pelo di gatto e polvere? O ancora, avete appena foderato i mobili della cucina e malauguratamente ci rovesciate su il barattolo del caffè?
Sono cose che fanno pensare, queste, no?
Sempre vostro

Jazz il Gatto =^..^=

NELLA FOTO: come si applicano gli Sticky Paws

graffiato da: gigiejazz alle ore agosto 28, 2006 13:24 | link | commenti
abbiamo miagolato di: pensieri, shopping, cronaca
venerdì, 25 agosto 2006

Notti, tormentose notti!

Lunghe e tormentose (o tormentate?) queste notti d'agosto. A volte piove, e si scatenano vere e proprie bufere. Altre volte le bufere le scateniamo noi gatti, che si sa siamo giovani e baldanzosi, tormentando i sonni dell'umanina.
Prendiamo stanotte.
Stanotte io e Gigi avevamo una matta voglia di giocare, giocare e ancora giocare.
Per una buona parte del tempo ci siamo limitati a nasconderci tra le lenzuola. Anche se dentro c'erano già gli umani, sì.
Poi, visto che i due bipedi (noiosi che sono) volevano a tutti i costi dormire, ci siamo arrangiati un po' a modo nostro, e abbiamo continuato fino a mattino.
Erano circa le sette (calcolando che l'umanina l'abbiamo lasciata andare... ehm, è riuscita ad addormentarsi solo verso le 4, le 7 era abbastanza presto per lei) quando in casa si sente un tonfo, poi silenzio... poi io che galoppo dall'umanina. Poverina, non è riuscita a capire che volevo solo avvertirla che Gigi aveva appena acchiappato uno zanzarone bellissimo (il tonfo era appunto l'agile balzo di Gigi), e siccome quando è arrivata Gigi lo zanzarone se l'era già pappato, lei ha continuato a non capire.
Poi ha sentito io che dicevo "Mai! Mai! Mai!", e la poveretta ha pensato che avessi disimparato a miagolare. Non sapeva che dicevo "Mai!" alla proposta di scherzo di Gigi.
Infatti, tempo cinque minuti (in modo che l'umanina si riaddormentasse), e Gigi balza sul divano e accende il lampadario in camera da letto degli umani, schiacciando col naso l'interruttore.
Io questo scherzo non lo volevo fare, però ammetto che l'umanina e lo zio bipede erano buffi quando si sono svegliati. Pensate, ognuno era convinto che fosse stato l'altro ad accendere la luce, e solo dopo un po' si sono resi conto che era stato Gigi.
Gigi, naturalmente, ha negato anche di fronte all'evidenza, indossando la sua espressione da santarellino. Come potete vedere nella foto ;-)

Jazz il Gatto =^..^=

graffiato da: gigiejazz alle ore agosto 25, 2006 17:02 | link | commenti (1)
abbiamo miagolato di: diario, deliri, esperimenti, rumori molesti
venerdì, 04 agosto 2006

Che settimana!

Rieccomi qua! Vi ero mancato?
Meglio non sapere! :-P
E' stata una settimana (anzi, direi una decina di giorni) di quelle...
Per prima cosa, la nonna bipede se n'è andata (tornata a casa sua, non "andata" in "quel" senso), e questo è molto triste perché lei sapeva preparare dei pranzetti squisiti per noi gatti. Gigi soprattutto ha sentito la sua mancanza. Lui e il suo stomaco erano tristissimi.
Poi ci sono stati i giorni caldissimi.
Li avete notati anche voi? Noi gatti di più (capirai, con 'sto pellicciotto che ci portiamo addosso...).
Vi assicuro che non era piacevole vedere Gigi abbacchiato e inappetente... inappetente per i suoi standard. In pratica mangiava soltanto come un gatto normale.
E l'umanina stressata perché era in ritardo con le consegne degli ultimi lavori da-fare-con-urgenza prima che i suoi capi partissero per le ferie? Vogliamo parlarne? Meglio di no.
Poi l'altra notte c'è stato il temporalone.
L'avete sentito anche voi?
Noi sì, eccome. Perché, sarà il vento, sarà l'aria elettrica, sarà quel che sarà, i temporaloni con pioggia a catinelle, tuoni e fulmini sono sempre terribilmente eccitanti per noi mici.
Abbiamo passato la notte a correre, giocare e saltare sulla testa dell'umanina che tentava invano di addormentarsi.
La temperatura si è, grazie a Bastet, rinfrescata.
Anche Gigi non è più abbacchiato, anzi, è tornato vorace e impertinente come al solito (io lo sono sempre stato, anche se mai ai suoi livelli). Quindi direi di sì: noi gatti siamo pronti a ripartire verso nuove avventure!
Miaooooo


Jazz il Gatto =^..^=

graffiato da: gigiejazz alle ore agosto 04, 2006 16:56 | link | commenti
abbiamo miagolato di: pensieri, diario, deliri, caldo
venerdì, 16 giugno 2006

Vergogna, umani, vergogna!

Ricevo, firmo e diffondo. Firmate e diffondete anche voi, questa gente prima o poi dovrà vergognarsi di sé stessa! :-\\\

IL CANILE DI CICERALE DEL CILENTO: L’ORRORE LONTANO DAGLI OCCHI
Il canile Oasi San Leo “Canie Ciceralensis” costruito in Contrada San Leo (SA), sulle montagne di Cicerale del Cilento, vicino Agropoli continua a far mobilitare le associazioni animaliste di tutta Italia. Circa duemila animali sono stipati in recinti più o meno grandi, completamente abbandonati a loro stessi, coperti di parassiti, annientati dalle malattie. Lo stesso ingresso in canile è osteggiato dal proprietario e dall’unico operaio regolare in servizio. Il cancello della struttura non viene aperto neanche di fronte a proprietari che vengono a reclamare un proprio cane di famiglia catturato per errore.
Le norme più elementari indicate dalle leggi vengono regolarmente disattese: mancano le aree contumaciali che dovrebbero ospitare gli animali malati, maschi interi sono mischiati nei branchi con femmine non sterilizzate, cuccioli insieme ad esemplari adulti, esemplari dominanti o aggressivi insieme a cani anziani, malati, remissivi.
Chiediamo al Ministero dell’Ambiente e della Salute di aprire una indagine, alla Regione Campania di intervenire sulle ASL per revocare l’autorizzazione sanitaria alla struttura, ai comuni di interrompere le loro convenzioni pubbliche e alla Magistratura di intervenire con gli strumenti di legge.
Firma la petizione on line alla pagina http://www.oipaitalia.com/appelli/randagismo_cicerale.htm


graffiato da: gigiejazz alle ore giugno 16, 2006 17:18 | link | commenti (1)
abbiamo miagolato di: diario, cronaca, aiutiamo gli animali, animali da salvare

Summer nights

Ormai qui si vive più di notte che di giorno. No, perché non so se ve ne siete accorti, ma di giorno fa un caldo... troppo caldo.
Così noi gatti di giorno dormiamo e dormiamo e dormiamo (possibilmente in favore di ventilatore). E quando la notte fa un po' più fresco... GONG!... ci svegliamo, e ovviamente, visto che abbiamo dormito tutto il giorno, vogliamo recuperare il tempo perso scatenandoci in giochi frenetici.
Anche stanotte è andata così, e non capisco come mai l'umanina non era contenta. Dopotutto lei era lì ad annoiarsi nel letto e a rotolarsi di qua e di là come una cotoletta grigliata in cerca di frescura, invece noi abbiamo animato la sua noia saltandole addosso, mordendole i piedi, scaraventando in terra oggetti vari (tipo il cellulare, gli occhiali e i pacchetti di chewingam) e miagolando a pieni polmoni in terrazza così tutto il condominio s'è accorto che eravamo svegli.
Umani cari, la vita è una sola, se la passate arrabbiandovi perché fa caldo o perché non riuscite a dormire, poi vi perdete il meglio. Fate come noi: giocate! :-)

Con affetto e fusa calorose, il vostro
Jazz il Gatto =^..^=
graffiato da: gigiejazz alle ore giugno 16, 2006 16:40 | link | commenti (2)
abbiamo miagolato di: pensieri, giochi, diario, deliri, caldo
sabato, 03 giugno 2006

Perché credo sia giusto sterilizzare i gatti

Quello che segue è un manualetto, compilato dai volontari gattari di Roma. Mi è stato inviato con la preghiera di diffondere il più possibile, e io lo faccio volentieri perché sono perfettamente d'accordo con loro.
Ila, umana di Jazz&Gigi


Sterilizzazione SI/ Sterilizzazione No
Con questo manualetto vorremmo far capire al pubblico cosa sia la sterilizzazione degli animali e perché sia talvolta necessaria specialmente a causa della diffusione del triste fenomeno del randagismo felino. L’argomento è scottante ed amplissimo, per cui dovremo suddividerlo in vari capitoli. Ma bisogna pur cominciare. Se per molti di voi, già convinti da tempo, potrà sembrare aria fritta, vi preghiamo tuttavia di voler far leggere queste pagine a tutti coloro che, o non hanno mai pensato al problema o sono contrari alla sterilizzazione per motivi “ideologici”.
Il problema più grave che tutti noi affrontiamo nella nostra opera in favore dei gatti randagi è, lo sappiamo tutti, la sterilizzazione. E non solo per quel che riguarda l’oggettiva difficoltà di cattura, trasporto dal veterinario, spese correlate, ecc. ma, soprattutto per la diffusa disinformazione in merito a questa pratica.
Mentre dobbiamo dire che in moltissimi Paesi, come la Gran Bretagna, la Germania, i Paesi Scandinavi, ecc., si tratta di qualcosa ormai accettato e scontato, qui da noi allignano ancora troppi pregiudizi in merito. Bisogna innanzitutto analizzare i motivi di questa avversione che, se spesso nasce da ignoranza, molto spesso – e più pericolosamente - è largamente diffusa anche tra persone che, per livello di studi, di lavoro e di cultura, dovrebbero averla superata.
E non dobbiamo dimenticare anche lo scarso aiuto che riceviamo dai media che, se sono dispostissimi a parlare del gatto randagio o abbandonato in chiave cronachistica e folklorica, sembra che non siano ancora disposti a sollevare l’argomento della limitazione delle nascite, anche da parte di chi ha serenamente accettato l’idea della limitazione delle nascite umane. Quale donna, nei nostri paesi, mette più al mondo i quindici figli che potrebbe avere comodamente "secondo natura”? Si direbbe che quello della sterilizzazione animale sia l’ultimo tabù sopravvissuto, dopo la caduta libera di tutti gli altri. Sappiamo le fatiche di Ercole che dobbiamo fare perché si nomini soltanto la parola “sterilizzazione” nel corso dei rari articoli genericamente dedicati ai gatti da quotidiani o periodici.
Sia ben chiaro che nessuno di noi vuole innalzare un peana in lode e gloria della sterilizzazione, di per se stessa. Ma in una società in cui non si riesce ancora ad aver cura di tutti i “piccoli” di uomo che vengono al mondo, ci sembra evidente che non sia ipotizzabile lasciare via libera ai venticinquemila (25.000) discendenti di cui una singola gatta, lasciata libera di procreare, può essere responsabile in soli cinque anni. Ci sembra quindi che la sterilizzazione in questo caso sia il minore dei mali, visto che su questo argomento non possiamo scegliere il meglio assoluto, ma cercare, e faticosamente, un meno peggio molto relativo.
Né possiamo accettare “di lasciar fare alla natura” come dicono molti pseudo-saccenti. Da diecimila anni, da quando il gatto è stato addomesticato dall’uomo, quest’animale non vive più “secondo natura”. I duecentomila gatti di Roma, per parlare solo di loro, dipendono, per la loro vita, da chi offre loro quel cibo che non possono procurarsi “cacciando”. Non stiamo parlando delle gazzelle nelle savane africane o dei puma sulle Montagne Rocciose, ma di un esercito di gatti condannato ormai a vivere in una giungla sì, ma di cemento. La classica proposta che spesso si sente fare: ”Mangino i topi, visto che a Roma ce ne sono tanti” non meriterebbe nemmeno una confutazione, se non fosse così largamente diffusa e accettata, sorte comune di tutte le idiozie. Dovremo perdere tempo ad occuparci anche di questo, purtroppo.
Ma la maggior parte della gente non si preoccupa più di tanto: ci sono le gattare, ci pensino loro. Salvo poi ostacolarle, emarginarle e disprezzarle, magari dopo avere abbandonato un gatto nella stessa colonia che non vorrebbero vedersi sotto casa.
Siamo profondamente convinti che nostro compito e scopo primario sia la riduzione del fenomeno del randagismo. Per quanto le ventimila gattare di Roma si prodighino al limite della consunzione e dell’esaurimento nervoso, economico e fisico, la vita dei gatti, eufemisticamente detti liberi, è, salvo rare eccezioni, la peggiore possibile, esposta a malattie, pericoli e disagi di ogni genere. E lo è anche la vita delle “gattare”. Nessuna di noi è felice perché, dopo una dura giornata di lavoro, deve uscire di casa ogni giorno dell’anno, con qualsiasi tempo, in salute o malattia, in ricchezza o povertà, per curare e cibare gli animali la cui sopravvivenza dipende soltanto dalla nostra sollecitudine. Per quanto la nostra città possa essere orgogliosa dei suoi gatti, quegli stranieri, che sono ben lieti di vederli presidiare i nostri monumenti più illustri, sono spesso scandalizzati dallo stato di abbandono e spesso di malattia in cui versano, nonostante gli sforzi sovrumani di tante di noi.
L’obiettivo primario, da raggiungere nei prossimi cinque anni, è la riduzione della metà del numero dei randagi con conseguente disponibilità per essi del doppio delle attuali risorse. Un’utopia? Forse. In talune contee inglesi, grazie alla sterilizzazione diffusa, vengono al mondo solo quei gattini che hanno già una casa pronta ad accoglierli. Cinquanta anni fa sarebbe sembrata un’utopia.
La legge, del resto, ha accolto questo problema. E’ possibile, ora, sterilizzare gratuitamente gli animali liberi e abbandonati presso alcuni ambulatori ASL in ottemperanza alla Legge Regionale 34/97 e speriamo che quanto prima questi organismi si attrezzino e ricevano sufficienti fondi per operare al meglio e più capillarmente sebbene sia difficile ipotizzare la catena di montaggio di veterinari necessaria per un intervento di sterilizzazione fattivo, generalizzato e risolutore. Non sono certo due sterilizzazioni gratuite al mese che possono risolvere il problema delle colonie feline. Per il resto dobbiamo ancora pensarci noi, pagando di tasca nostra, se vogliamo vedere qualche risultato.
Ed in ogni caso, come spesso accade in Italia, molte leggi illuminate precorrono di gran lunga il comune sentire, stratificato da secoli e rimasto immutato per incuria, pigrizia e disinformazione.
Per comodità riassumeremo le principali obiezioni e le opinioni totalmente errate che ci sentiamo rivolgere con monotona regolarità sull’argomento:
Bisogna lasciar fare alla natura…
Non abbiamo il diritto di privare gli animali del loro istinto sessuale…
La sterilizzazione è una crudeltà…
La sterilizzazione provoca delle malattie…
La sterilizzazione fa diventare i gatti obesi e stupidi…
La sterilizzazione porta all’estinzione della specie…

Abbiamo già premesso quanto sia difficile far accettare l’idea della sterilizzazione presso il grosso pubblico e ricordavamo come certi pregiudizi siano incredibilmente diffusi. Specialmente il pregiudizio generico che “bisogna lasciar fare alla natura” è quello che gode della maggior simpatia da parte di tanti incolti oltre che di tanti cosiddetti colti che lo ammantano di capziosi ragionamenti e di sofismi lasciati cadere con l’aria di chi ha da tempo risolto il problema, (o meglio, “il falso problema” , come lo chiamano loro) .
La pretesa selezione naturale che essi adducono a pretesto per ammantare la loro indifferenza e la loro aridità non è dovuta soltanto ad inevitabili malattie perinatali o infantili ma anche, se non soprattutto, all’intervento dell’uomo. Sono ancora in molti a ritenere perfettamente naturale eliminare in vari modi i piccoli appena nati ( secondo loro meno crudele che decidersi a sterilizzare la madre): i cassonetti in estate rigurgitano di sacchetti di plastica contenenti micini vivi da triturare come ingombranti rifiuti, tanto per descriverne solo uno. Le automobili che fanno strage quotidiana di gatti sono forse prodotti naturali che crescono sugli alberi?
E chi ha detto che non ci si debba opporre alle forze talvolta nemiche della natura? Non abbiamo inventato vaccini e medicine che debellano malattie endemiche che “controllavano” e “controllano” l’incremento di tante popolazioni? Non abbiamo costruito dighe che evitino inondazioni gigantesche in grado di “controllare” moltitudini al ritmo di milioni alla volta?
Ma con queste persone non si può ragionare. Non accettano un contraddittorio sereno perché in realtà il motivo della loro avversione e del fatto che si caccino in contraddizioni spaventose, è un altro, molto più viscerale e inconscio. E qui veniamo ad uno dei tanti noccioli del problema.
Non abbiamo il diritto di privare gli animali del loro istinto sessuale.
Dicono loro. Attenzione. Il problema si fa serio.
Messo l’argomento in questi termini, l’antisterilizzatore si sente dalla parte del giusto mentre persone come noi vengono immediatamente classificate tra gli Hitler, i Mengele e via raccapricciando. Non si rendono conto, quelli che la pensano così, che stanno compiendo in buona o malafede, la cosa peggiore che si possa fare in questo campo: stanno confondendo i tavoli, i piani, le categorie. Stanno applicando criteri umani agli animali. Pur nelle notevoli somiglianze c’è tuttavia una differenza sostanziale tra animali e umani: ed è l’autocoscienza e la ragione. Dobbiamo assolutamente evitare l’antropomorfizzazione, ossia quel processo mentale che induce a prestare agli animali pensieri e sentimenti umani, con confusioni e pasticci che portano ad esiti disastrosi, pur nella sempre presunta bontà delle intenzioni.
Ti piacerebbe che lo facessero a te? E’ la domanda retorica che segue con la quale pensano di averti tramortito con la forza di un argomento inoppugnabile.
E qui bisogna cominciare a distinguere. L’istinto sessuale umano raramente si esprime (solo nei casi limite che occupano le cronache dei giornali) nella sua quintessenza più brutale. L’educazione fa si che l’istinto sessuale umano venga arginato, incanalato, sublimato, raffinato. L’atto sessuale presuppone pur sempre o quasi sempre un antefatto ed una scelta, in una parola un capriccio, o un innamoramento, o una passione. Questi capricci o queste passioni hanno ispirato in tutti i tempi ed in tutte le civiltà oceani di musica, biblioteche sterminate di letteratura e di poesia, interi musei di affreschi e quadri. Potremmo tranquillamente dire che l’unica musa responsabile della più gran parte delle opere d’arte umane, il motore di tante realizzazioni in ogni campo, è l’amore sublimato, in definitiva l’istinto sessuale. Inoltre l’amore è anche il necessario supporto di ogni famiglia umana per la procreazione e la protezione della prole.
Possiamo dire la stessa cosa per gli animali? A parte gli improbabili, pur sempre piacevoli, cartoni animati disneyani che spesso ci fanno veder due gatti guancia a guancia al chiaro di luna, non esiste innamoramento tra gli animali. Non esiste scelta. Pensate che la povera gatta assediata da una ventina di maschi possa davvero scegliere tra di loro? Dovrà subire, più o meno consenziente, le attenzioni di tutti. Credete davvero che un gatto in calore vada in giro cercando la sua anima gemella?
Quello che noi descriviamo come amore materno di una gatta e che talvolta può anche giungere all’eroismo nella difesa dei piccoli è solo puro istinto, l’istinto parentale che la natura da’ a tutti gli animali perché procedano al nutrimento ed alla protezione dei nuovi nati. Provate a separare una gatta dai suoi piccoli passati due mesi dalla loro nascita. Né la gatta né i gattini si riconosceranno come madre e figli se per caso dovessero ritrovarsi anche pochi giorni dopo la separazione. Terminato l’allattamento una gatta può immediatamente ritrovarsi incinta e ricominciare il ciclo riproduttivo senza porsi nessun problema rispetto alla prole precedente. Una volta insegnato ai piccoli a nutrirsi e a sopravvivere, la gatta ha fatto la parte a lei assegnata dalla natura e tanto basta.
Per taluni, soprattutto per i machos latini che abbondano nel nostro paese, e che se ne impipano di musica e poesia, la questione è molto più brutale” Io mi diverto molto facendo sesso e non voglio privare neanche gli animali di tanto divertimento”. Costoro non pensano che la natura ha escogitato la trappola del piacere proprio perché la ragione umana, lasciata a se stessa, sarebbe il principale deterrente alla procreazione. Chi metterebbe al mondo un figlio, con tutte le responsabilità, i doveri e gli oneri che ciò comporta se non vi fosse indotto dalla forza irresistibile dell’attrazione e del piacere sessuale? Se l’atto sessuale comportasse un fastidio o addirittura un dolore o fosse quantomeno una soddisfazione gradevole ma non poi così delirante, come il mangiare e il bere? Se vogliamo dimagrire riusciamo anche a mangiare di meno. Pensate che avrebbe successo una dieta dimagrante che imponesse l’astensione dal sesso?
Inoltre l’uomo è riuscito ad ingannare la natura ed ha trovato modo di sfogare il suo appetito sessuale evitando la riproduzione in mille modi. Questo agli animali non è consentito. Ogni atto sessuale determina inevitabilmente uno o più concepimenti.
Tenuto conto di tutte queste differenze, posso tranquillamente rispondere che non mi piacerebbe affatto che “lo facessero a me” semplicemente perché la sessualità umana, con tutti gli annessi e connessi, non è soltanto una questione di istinto e di ormoni ma coinvolge tutte le facoltà e le potenzialità umane, corpo, anima, coscienza ed intelligenza. Per assicurare la riproduzione animale è bastato inserire un istinto potente alla continuazione della specie senza bisogno di altri incentivi. Qualunque etologo può confermare che l’atto sessuale animale comporta sicuramente una soddisfazione ma non implica affatto delirio travolgente, estasi e piaceri supremi. (Ma questo capita talvolta anche a molti umani…).
Spiace dover infrangere illusioni romantiche, ma l’impulso che spinge un gatto a rincorrere una femmina con tutte le forze della sua volontà non è affatto dissimile da quello che spinge qualsiasi umano a ricercare imperiosamente un luogo ove soddisfare certi bisogni fisiologici come la minzione. Fin quando non l’ha trovato è inquieto e affannato. Dopo è passabilmente soddisfatto. Chiunque abbia visto un gallo all’opera in un pollaio ha sicuramente avuto l’impressione di trovarsi di fronte ad un operaio molto concentrato che cerca di fare il suo lavoro presto e bene. Lui non sembra divertirsi e le galline nemmeno. Più o meno la stessa cosa avviene con i gatti. Il grido di dolore che emette la gatta alla fine dell’atto conferma, se ce ne fosse bisogno, che la cosa, almeno per lei, non comporta tutto quel piacere che ci si potrebbe aspettare…
Un gatto castrato non è un gatto infelice. Personalmente non ho mai visto un animale sterilizzato cadere in depressione o isolarsi “perché non potrà più essere padre” o “non potrà più conoscere l’amore”. E’ vero che gli animali non hanno la parola per esprimersi ma hanno un repertorio di atteggiamenti persino più eloquente della parola stessa. Sfido chiunque a definire infelice un gatto castrato che mangi e beva di gusto, dorma saporitamente, faccia le fusa in grembo al padrone, corra alacremente dietro a farfalle, topi e mosche e questo per almeno diciotto anni, tutti trascorsi generalmente in buona salute, grazie anche alla sterilizzazione stessa.
La castrazione del gatto maschio o l’ovaristerectomia della femmina, rimuovendo la ghiandola, la quale secerne l’ormone, che a sua volta determina l’istinto di riproduzione, elimina completamente la potenza sessuale senza peraltro lasciare nessun desiderio insoddisfatto che possa determinare una frustrazione e addirittura senza nemmeno lasciare la memoria stessa del desiderio.
Al contrario, sono coloro che tengono in casa un gatto non sterilizzato senza permettergli l’accoppiamento, e ce ne sono tanti, a commettere un’inaudita crudeltà, lasciando intatto nell’animale il desiderio ma negandogli ogni possibilità di soddisfazione.
Insomma, per riassumere con una battuta: Un vero uomo fa sterilizzare il suo gatto. Un macho, no.

Ma c’è ancora molto da dire. Purtroppo.
Nei due capitoli precedenti abbiamo passato in rassegna alcune delle obiezioni nei confronti della sterilizzazione dei gatti da parte di persone disinformate. Come ci insegna l’esperienza, molti disinformati, una volta presa coscienza del problema, si convincono delle nostre ragioni. I problemi gravi vengono da parte di coloro che sono informati male, e che hanno accumulato una serie di pregiudizi che è difficile smantellare, visto che talvolta sono persino condivisi da alcuni veterinari un po’ attardati. E’ difficilissimo convincere che non è affatto necessario che una gatta abbia avuto almeno una cucciolata prima di procedere alla sua sterilizzazione. Eppure è una delle favole o leggende metropolitane tra le più universalmente diffuse. Non basta nemmeno mostrare la documentazione medica delle più progredite facoltà di veterinaria del mondo per persuadere le persone che hanno respirato questa frottola sin dall’infanzia. Possiamo garantire che una simile scemenza non è scritta da nessuna parte in nessun testo medico. Eppure è ancora accreditata persino presso tanti vecchi veterinari, e per vecchi non intendo solo in senso anagrafico.
Ancor più difficile è smantellare la vecchia credenza che un gatto castrato diventi grasso, pigro e stupido. E’ chiaro che un gatto che non deve sprecare energie all ricerca della femmina ed alla lotta con i suoi rivali tende ad ingrassare se deve condurre una vita più sedentaria: basterà quindi dargli un po’ meno cibo perché mantenga la linea, ammesso che qualcuno preferisca una gatto smunto e scheletrico (come capita a certi maschi in servizio attivo) ad uno tondo e grassottello.
Il gatto è pigro per natura, e lo è anche il maschione di cui sopra, negli intervalli di tregua. Perché dobbiamo per forza trovare qualcosa da fare ad un animale che è la quintessenza della placidità e della contemplazione? Del resto, basta fargli vedere qualcosa in movimento per risvegliare immediatamente lo scatto fulmineo tipico di questi animali. Altro che pigrizia!
Quanto poi all’accusa di stupidaggine del castrato, è evidente che un gatto in preda all’istinto sessuale è posseduto da una frenesia ed iperattività che vengono erroneamente scambiate per “intelligenza”. Mettete un gatto castrato ed uno intero di fronte ad un problema da risolvere - e che abbiano interesse a risolvere - come l’apertura della porta di un frigorifero o la via più breve per salire o scendere da un albero e giudicate la loro rispettiva intelligenza dal tempo che impiegano e dalle strategie che usano per risolvere il problema. Potreste avere delle sorprese.
C’è un’infinità di false credenze sui gatti che circolano indisturbate perché, almeno nel nostro paese così poco incline alla lettura, nessuno, nemmeno le persone più scolarizzate si prendono la briga di leggere uno dei tanti libri sull’argomento che ingialliscono malinconicamente sugli scaffali delle librerie. Che bisogno c’è di documentarsi sui gatti? Tutti sono convinti di saperne più che abbastanza sin dalla nascita. Vediamo tante espressioni spiazzate quando cerchiamo di spiegare che un gatto non deve affatto essere necessariamente affamato per prendere un topo. Al contrario, essendo la caccia per il gatto soprattutto uno sport, e solo secondariamente una fonte di cibo, come qualsiasi sportivo che voglia ottenere un buon record, il gatto deve essere in forma e ben nutrito per raggiungere il suo scopo. Una povera bestia affamata nove volte su dieci mancherà la preda, per mancanza di forza, di lucidità e di concentrazione.
Molti poi sono erroneamente convinti che la sterilizzazione porti delle malattie. E’ ESATTAMENTE IL CONTRARIO. I gatti sterilizzati vivono più a lungo e più sani. Nel caso della femmina, il fatto di non essere costretta a figliare almeno tre volte l’anno comporta un enorme risparmio di energie a tutto vantaggio della salute e della longevità.
Ma, sostiene qualcuno, la mia gatta vive in casa e non la faccio accoppiare. Semplice, vero?
Sappiano costoro che lasciare che la gatta vada in calore regolarmente, senza concedere alla natura la sua soddisfazione, comporta il continuo scatenamento di tempeste ormoniche responsabili della maggior parte dei tumori alle mammelle ed all’utero che affliggono il 70% delle gatte non sterilizzate e costrette all’astinenza senza essere state sterilizzate. Peggio ancora se si interviene con pillole od iniezioni che rappresentano il più sicuro biglietto d’acquisto della maggior parte dei tumori che si registrano nelle femmine. Senza contare la crudeltà atroce di lasciare un povero animale in balia dei suoi istinti negandogli qualsiasi sfogo o soddisfazione! Quante testimonianze di povere gatte inacidite, astiose, cattivelle e rinsecchite, proprio come zitelle umane, perché i loro padroni le lasciano andare in amore ogni quindici giorni senza aver pietà di loro. E poi parlano delle crudeltà della sterilizzazione!
Per quanto riguarda il maschio, il discorso è altrettanto, se non più urgente.
Circa quindici anni fa è stato individuato il virus della FIV (Feline Immunodeficiency Virus) che è una deficienza immunitaria tipica della specie felina ed affine alla sua controparte umana ovvero l’AIDS. E’ ovviamente una malattia mortale che colpisce circa il 30% dei gatti liberi vaganti per le strade. Prima di procedere oltre dobbiamo sgombrare tutti i timori infondati che possono assalire a questa notizia. La FIV è contagiosa solo per i gatti, non per altre specie animali o per gli umani. Lo sostiene la scienza di tutte le facoltà di veterinaria dell’universo conosciuto ed esplorato e l’esperienza di tutte le gattare del mondo, le quali pur essendo a contatto quotidiano con gatti FIV possono morire di tutto, anche di povertà e di frustrazione, ma sicuramente non di AIDS, a meno che non abbiano comportamenti a rischio assolutamente non correlati con i gatti.
E’ stato accertato che tale malattia si contrae con il contatto contemporaneo di sangue e saliva infetti e che ne sono colpiti soprattutto i maschi. Perché? Più che evidente. Come avviene lo scambio di sangue e saliva infetti? Con un morso profondo. E chi si scambia morsi profondi? In genere i maschi che lottano per la conquista della femmina. Ecco perché la castrazione elimina o quanto meno riduce il rischio di diffusione di una tale malattia.
Quanto segue è il resoconto della nostra personale esperienza come curatrici di colonie: il 99% dei gatti maschi interi che arrivano in colonia, abbandonati che siano o per altri motivi, una volta testati risultano positivi alla FIV. E talvolta sono bei gattoni robusti, apparentemente sani.
Lasciare il proprio maschio intero libero di andare girovagando comporta gravissimi rischi di vederselo tornare a casa infettato. Non esistono a tutt’oggi né cura, né vaccini. Una volta conclamata la malattia, la morte segue a distanza di poco tempo.
E nemmeno le femmine sono immuni perché uno dei comportamenti rituali durante l’accoppiamento comporta un morso del maschio sulla nuca della femmina per immobilizzarla ( a riprova di quanto la gatta ne farebbe a meno, se potesse). Se il morso è abbastanza profondo ecco che anche la femmina e la sua prole sono state contagiate.
E infine, ecco la scemenza più piramidale: la sterilizzazione porterà alla estinzione della specie. Quanto la specie sia in via di estinzione, nonostante gli sforzi estremi di pochi responsabili, ben lo sanno le gattare, vale a dire quelle persone, appartenenti a tutte le categorie sociali, dotate mediamente più degli altri di sensibilità e generosità, che spendono la loro a vita a cercare di proteggere e far sopravvivere le povere bestie abbandonate. Quando si pensa che solo a Roma esistono all’incirca 180.000 gatti randagi, di cui sterilizzati si e no il 20%, si può immaginare quanto sia ipotizzabile una scomparsa della specie felina sulla faccia della terra.
Quando si pensa che, sebbene da settanta anni almeno, in Inghilterra ed in genere nei Paesi Nordici si sterilizzi e si lavori strenuamente per la riduzione del randagismo tuttavia esiste ancora (tranne in quelle poche isole felici cui già accennavamo) sia il fenomeno del randagismo che quello dell’abbandono, nonostante le condizioni ambientali siano più sfavorevoli di quelle mediterranee alla sopravvivenza degli animali in libertà.
Quando si pensa alle condizioni e al numero dei gatti “liberi” in Turchia, in Grecia, in Spagna, nel Nord Africa, al cui confronto l’Italia è un vero e proprio paradiso, ci si rende conto di quanto sia sciocco temere che di gatti non ne nascano più, e di quanto invece, alla luce delle condizioni subumane o subfeline in cui vivono in quei paesi, sarebbe auspicabile che ne nascessero molti di meno, se non niente affatto.
Il bello è che a temere questa scomparsa sono, per la maggior parte, persone che non si danno poi alcun pensiero rispetto al fatto che la maggior parte di queste bestie ha una qualità di vita inaccettabile. Persone che magari vedono ogni sera una gattara portare loro cibo e medicine, senza che essi stessi alzino un dito. E’ tanto bello, fa tanto folklore vedere la classica vecchietta affaccendata con i gatti. (quando non la si insulta o non la si minaccia – prova strabiliante di tolleranza!)) “A me i gatti a Roma piacciono tanto” mi disse un giorno una dama infiocchettata, che non avrebbe toccato un gatto randagio nemmeno con la punta di un dito, sconcertata perché le avevo parlato di sterilizzazione.
Senza contare che ammesso che tra dieci millenni si potesse ipotizzare la scomparsa dei gatti dalla faccia della terra, basterebbe mettere al lavoro poche coppie per ripopolare in meno di cinque anni almeno dieci metropoli.
Ed infine, se tutta questa chiacchierata vi sembrasse oziosa, perché il problema del randagismo vi sembra assolutamente irrilevante rispetto a tanti altri più pregnanti ed urgenti, basterebbe a confutare quest’opinione il fatto che questo problema non riguarda solo i gatti, ma anche, se non soprattutto, le persone che se occupano. E queste persone sono insospettabilmente numerose. I gatti di Roma ( e del mondo, se è per questo) sopravvivono grazie ad un esercito di gattare e gattari di ogni condizione sociale e di ogni età. Pochi tra loro sono quelli che possono affrontare la spesa che comporta il rifornire di cibo sufficiente una colonia spesso di una trentina di gatti, la sterilizzazione degli stessi e le varie cure veterinarie. La maggior parte di esse sono persone che vivono di magro stipendio o ancor più magra pensione.
Quello che accomuna tutti, ricchi o poveri, è la costante preoccupazione per la sorte dei propri gatti, oltre al disprezzo malcelato o ostentato dei vicini di casa, o degli astanti prodigato nei loro confronti mentre si dedicano al loro volontariato. Le minacce al loro indirizzo o a quello dei gatti sono all’ordine del giorno e molte volte non sono solo retoriche. Molte volte si passa a via di fatto con percosse e ingiurie nei confronti della gattara o con spargimento di veleno nei confronti dei gatti. Sono cose all’ordine del giorno e non c’è modo di difendersi.
Chi ha scelto questo impegno vive costantemente in uno stato d’animo esulcerato. Per quanto pulisca e ripulisca le zone là dove ha “sporcato” distribuendo il cibo alle bestiole e spesso, per buona misura, anche lì dove non lo ha fatto, l’epiteto di sporcacciona/e è il minimo che si senta rivolgere (non si riesce a capire quale tremenda intolleranza animi certe persone alla vista dei gatti, ma soprattutto di chi li nutre). E quando trova la colonia sterminata sia con veleno o con sistemi ancora più spicci si sente assolutamente impotente. Le denunce, necessariamente contro ignoti, perché i bruti, pur sospettati e conosciuti, non si lasciano certo cogliere in flagrante, lasciano il tempo che trovano. Il massimo che possano sperare è un atteggiamento simpatetico da parte di alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine che abbiano qualche sentimento nei confronti degli animali, ma molto spesso nemmeno questo. I sarcasmi e le impazienze, di polizia e carabinieri, pur tanto solleciti in altri campi, si sprecano. Spesso questi tutori della legge ignorano addirittura l’esistenza delle leggi sulla protezione degli animali. Non gliene facciamo una colpa. Speriamo soltanto che certe lacune possano essere colmate in un futuro non troppo remoto.
Insomma, c’è ancora un immenso cammino da percorrere sulla strada della civiltà e la diffusione di un atteggiamento pietoso, umano e compassionevole nei confronti degli animali non è che uno dei tanti passi da compiere in questo difficile e accidentato percorso.
graffiato da: gigiejazz alle ore giugno 03, 2006 17:56 | link | commenti
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venerdì, 19 maggio 2006

Reality Show

Yawnnnnnnn! In questo momento preciso mi sono svegliato dopo una lunga pennichella e pertanto posso descrivervi in tempo reale la nostra gattovita del giorno. Io avverto un lieve languorino, quindi mi sa che fra un po' vado a mangiare. Gigi è sulla sua sedia preferita (che poi sarebbe anche la mia sedia preferita però tutti e due sopra non ci stiamo) che ronfa, si sveglia, si lava, si gira e si riaddormenta.
Che volete farci? Si sa che ora che fa più caldo noi gatti di giorno dormiamo molto di più. Ma molto, molto di più. Andiamo in estivazione, come le chiocciole. Però noi di notte ci svegliamo, e allora siamo veramente attivi.
Lo so, è un tormento per l'umanina bipede, certe volte. Perché a noi piace tanto quando lei gioca insieme a noi, così cerchiamo sempre di svegliarla. Prendiamo l'altra notte. Lei dormiva beata (in questi giorni poi ha anche l'influenza quindi è un bersaglio molto più facile), e noi? Io le ho graffiato i palmi delle mani e le ho poggiato il mio nasino umidoefreddo sulla fronte numerose volte (sono certo che sia stato un sollievo per la sua febbre), mentre Gigi ha scavato sotto le lenzuola per riportare alla luce i piedi (fa sempre così quando gioca all'archeologo) e le ha leccato ripetutamente la testa perché il suo sogno segreto è di fare il parrucchiere! Ma niente da fare, lei si è voltata dall'altra parte e ha continuato a dormire.
Stanotte ci faremo venire in mente qualche idea migliore!
Ora scusate, ma ho fame!

Jazz il Gatto =^..^=

NELLA FOTO: "Nascita di Gattavenere", illustrazione dell'umanina bipede

graffiato da: gigiejazz alle ore maggio 19, 2006 17:23 | link | commenti (2)
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mercoledì, 10 maggio 2006

Poveri ingenui

Noi gatti dormiamo, gli umani dormono... ingenui. Non sanno che io e Gigi stiamo per scatenarci! Ih! Ih! Domani vi racconto ;-) Jazz il Gatto =^..^= Photobucket - Video and Image Hosting
graffiato da: gigiejazz alle ore maggio 10, 2006 03:02 | link | commenti (1)
abbiamo miagolato di: diario, deliri
martedì, 02 maggio 2006

Ahi, ahi...

...che fedifraghi siamo! Ma ora che comincia a fare caldo, la primavera è nell'aria perfino in città, le giornate si allungano eccetera eccetera... ecco, noi passiamo molto più tempo a giocare, rincorrerci e farci agguati che a scrivere qua!
Jazz&Gigi gatti =^..^=
graffiato da: gigiejazz alle ore maggio 02, 2006 12:34 | link | commenti
abbiamo miagolato di: diario